sabato 26 febbraio 2011

La valse


Ci sono momenti in cui si ha solo bisogno di un po'di calore, del sole sul viso, di stare seduta su di un muretto ad occhi chiusi e vedere sotto le palpebre quel bel colore aranciato che sa di primavera.

A volte mi sembra che il mio problema più grande sia l'avere sempre freddo. Forse se riuscissi a scaldarmi non sarei mai triste.

Ma la primavera non arriva e io sono qui a scrivere con le mani gelate e aspetto che il bollitore fischi. Ascolto una musica bellissima e cerco bei colori da guardare a lungo senza stancarmi, cerco bei colori di bei vestiti, di bei capelli, di bei fiori sugli alberi e di stupende fossette sulle guance di bellissime ragazze che, guarda un po', non ci sono.

E mi viene da piangere, non per i colori, per gli alberi o per le guance, ma per la musica. Ha quel sapore di giostra che gira troppo veloce, una giostra d'altri tempi con i cavalli beige e le rifiniture dorate.

Ritorno alle foto di fiori, perchè sì, perchè ci vogliono proprio i fiori in questi casi. Questa la scattai la scorsa estate in montagna, dopo un temporale. Faceva freddo e mi bagnai tutte le scarpe, ma non credo esista al mondo qualcosa di più bello delle ortensie dopo la pioggia.

venerdì 25 febbraio 2011

Come to my window

La mia camera ha due lucernari da cui si vede il cielo, purtroppo in questi giorni quasi sempre grigio. Ma quando scosto la tendina Ikea e guardo fuori, verso le finestre dell'ultimo piano e le tende verdi sui balconi, già pregusto l'estate, i vetri aperti, la luna.

E' finita la mia prima settimana torinese e mi sembra di essere tornata dalla gita. Devo ancora rendermi conto che in realtà è proprio il contrario. Ho imparato i nomi di alcune vie, inizio a capire quali tram prendere per tornare a casa e piano piano scoprirò il resto. Sarà una bella avventura.

Mi rendo conto di avere una prosa vergognosa quando scrivo su questo blog, sarà che scrivo sempre mezza deconcentrata... Mi riprometto di metterci più attenzione in futuro, magari di scrivere da Torino, senza tutta la famiglia che mi turbina attorno.

Per ora vi saluto e se vi va cercate la bella canzone che da il titolo da questo post, non riesco a smettere di ascoltarla.

mercoledì 16 febbraio 2011

Profumi lontani sotto la pioggia

Poche parole oggi, trattenendo il respiro in attesa di domattina.

Oggi è stata una bella giornata, passata sotto la pioggia lottando contro il raffreddore pur di trascorrere un po'di tempo con un'amica speciale, tra negozietti etnici, cibi che sono incognite e parole, tante tante parole.

A casa mi aspettava una sorpresa dolce, bella: una cartolina di buon anno, imbucata dalla cara Hiroko-san quasi due mesi fa, in Giappone. La calligrafia ordinata, il timbro dell'anno del coniglio: proprio una bella sorpresa.
E, anche se le poste italiane l'hanno recapitata solo oggi, questa volta non sono così arrabbiata. Diciamo che lo prendo come un augurio per l'inizio del mio anno nuovo, a Torino, a partire da domani.

Sono pronta, emozionata.
Spero di fare belle foto d'ora in poi, di collezionare tanti momenti preziosi.

domenica 13 febbraio 2011

Nebbia, sonno e mal di gola

Volevo mettere questa foto alla fine, ma la mia assoluta incapacità di trattare con il computer non me l'ha permesso. Tant'è, è venuta talmente male che probabilmente non capirete di chi si tratta finchè non ve lo dirò.

Gli scorsi giorni sono passati un po'come un tornado. Tra un'influenza e l'altra di tutti i componenti della famiglia, sono riuscita ad andare avanti e indietro da Torino due volte questa settimana, per portare le mie cose. Eh sì, alla fine ho trovato il mio tanto ambito posto letto. E anche se so benissimo che le cose non cambieranno poi molto, che tornerò a casa ogni fine settimana, mi sembra così strano... Forse inizio a percepire il cambiamento che agognavo la scorsa estate. E, anche se mi vergogno un po'ad ammetterlo, sono elettrizzata.

Guardando fuori dalla finestra ora non vedo altro che nebbia e sento l'umidità nelle ossa. Mi ero abituata troppo al sole. Stavo quasi sognando la primavera.

Ok, ora ve lo dico: ieri sera sono andata al concerto degli Skunk Anansie a Milano. Non credo di avere parole per descriverli, sono rimasta davvero senza fiato: non ho mai assistito ad una performance tanto potente, energica e tecnicamente impeccabile.
Lo so, suono come una piccola fan e forse lo sono. Ma era quello che mi ci voleva.

lunedì 7 febbraio 2011

Di ricordi e bigiotteria vintage


Ho preso trenta al mio primo esame. Questa cosa sembra aver reso felice la mia famiglia molto più di me. Soprattutto mio nonno, primo fan della mia istruzione.

Ieri sono andata a trovarlo assie a mio padre. Per la prima volta quest'anno si poteva stare senza giacca all'aperto e vedere la neve sulle montagne mentre il sole ti accarezza il viso sarebbe stato abbastanza per rendermi felice. E invece mio nonno ha voluto farmi un regalo: mi ha detto di scegliere quello che volevo tra le cose di mia nonna.

Ora non mi dilungherò a raccontare di lei, anche perchè praticamente non l'ho mai conosciuta. So soltanto che era una donna forte e coraggiosa e che mi piacerebbe assomigliare a lei un giorno.

Ho scelto questo braccialetto un po'vintage, appariscente e di poco valore.

Il vintage è un'altra delle mie passioni, anche se non ho certo il fisico della pin-up e mi concedo qualche sfizio nel vestire soltanto in estate. Immagino sarà un argomento che uscirà spesso nei futuri post.
Ad ogni modo mi piace pensare che questo braccialetto, più che un ninnolo vintage, sia un modo per ricordarmi di lei, della mia nonna.

E non mi importa se alla fine è uscito lo stesso un post stappalacrime, almeno per una volta non parlo di fiori!

venerdì 4 febbraio 2011

Oh the daffodils look lovely today


Se chiudo gli occhi sento il profumo del vento che cambia.

Oggi il sole è tiepido, c'è una brezza leggera e io sorrido. Forse le cose stanno cambiando davvero.

Forse la foto di oggi farà pensare che questo stia definitivamente diventando un blog di floricultura. Che posso dirvi, ho comprato i naricisi e ora che stanno fiorendo non posso fare a meno di guardarli continuamente.
I narcisi negli anni sono diventati, se non proprio i miei fiori preferiti, un simbolo importante. Per un qualche strano motivo sono sempre stati legati alla voglia di cambiare, al bisogno di ripartire da me stessa per costruire tutto il resto. Quindi potrebbe esserci momento migliore di questo per sbocciare?

Presto o tardi inizierò a scrivere qualcosa di un minimo interesse per chi legge, giuro. Magari già da settimana prossima, con l'uscita di Arabica4. E con l'interrogativo "Che cavolo è Arabica4?" vi saluto!