sabato 26 febbraio 2011

La valse


Ci sono momenti in cui si ha solo bisogno di un po'di calore, del sole sul viso, di stare seduta su di un muretto ad occhi chiusi e vedere sotto le palpebre quel bel colore aranciato che sa di primavera.

A volte mi sembra che il mio problema più grande sia l'avere sempre freddo. Forse se riuscissi a scaldarmi non sarei mai triste.

Ma la primavera non arriva e io sono qui a scrivere con le mani gelate e aspetto che il bollitore fischi. Ascolto una musica bellissima e cerco bei colori da guardare a lungo senza stancarmi, cerco bei colori di bei vestiti, di bei capelli, di bei fiori sugli alberi e di stupende fossette sulle guance di bellissime ragazze che, guarda un po', non ci sono.

E mi viene da piangere, non per i colori, per gli alberi o per le guance, ma per la musica. Ha quel sapore di giostra che gira troppo veloce, una giostra d'altri tempi con i cavalli beige e le rifiniture dorate.

Ritorno alle foto di fiori, perchè sì, perchè ci vogliono proprio i fiori in questi casi. Questa la scattai la scorsa estate in montagna, dopo un temporale. Faceva freddo e mi bagnai tutte le scarpe, ma non credo esista al mondo qualcosa di più bello delle ortensie dopo la pioggia.

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