martedì 22 marzo 2011

Like a rainbow

Sto pensando ad un racconto. Vorrei scrivere qualcosa di poetico sui colori, qualcosa di pieno di metafore, di film e televisori in bianco e nero. Qualcosa che racconti di me alle persone che, pur conoscendomi, sanno così poco di me.

Oggi sono affascinata dai colori.

Questa mattina ho indossato la maglia con i fiorellini arancioni e sono andata a lezione a piedi, con i capelli sciolti, senza la giacca. Il sole era così brillante e in una vetrina ho visto una splendida gonna rossa che mi darebbe proprio quell'aria da persona felice che manca ai vestiti che ho ora.

Se c'è un motivo per cui attendo l'estate, forse l'unico, è che tutti i miei vestiti migliori sono di cotone leggerissimo. Lo so, è un'affermazione schifosamente superficiale, non ho scuse. Ho solo bisogno di sentirmi bella, di sistemare il contrasto come si fa con la tv.

Il racconto che vorrei scrivere parlerrebe di questo, del contrasto, della luminosità, del vivere in un film in technicolor guardato su un televisore in bianco e nero, del cercare l'azzurro cielo in mezzo alle scale di grigi. A volte mi sembra di vivere in una situazione del genere, di avere i miei colori personali, come le api.

Forse sono un po'presuntuosa. O forse ho solo i livelli ormonali sballati e piango per un nonnulla come il resto del genere femminile.

Forse l'azzurro del cielo e il rosso delle gonne non bastano più.

Tra una manciata di settimane fioriranno gli alberi della stazione. Quindi oggi vi regalo una loro foto, scattata ormai due anni fa.

sabato 19 marzo 2011

C'è una coccinella che cammina sul vetro della finestra

Non posso negare di essere triste e preoccupata per quello che sta succedendo nel mondo. Ma credo di aver capito la piega che sta prendendo questo blog: è un inventario dei profumi dei miei momenti felici. Quindi no, non ne parlerò; mi pare si sia detto fin troppo, qualsiasi altro commento sarebbe inutile. Gli amici che sono lì sanno che penso a loro, così come lo sanno quelli che purtoppo non potranno andarci.

Guardo fuori dalla finestra: sembra essere arrivata la primavera. Speriamo che questa volta non sia di nuovo una finta. Mi preparo alla primavera, ad inseguire per una città nuova i colori delicati dei fiori sugli alberi, quelli che aspetto ogni anno.

Oggi è la festa del papà e ho fatto la macedonia di fragole da mangiare con la panna montata, sono le prime fragole dell'anno.

Ho dei ricordi strani legati alle fragole, ricordi che sembrano lontanissimi e un po'sbiaditi, leggeri, ingenui. Cose belle insomma, fresche e con un buon sapore.

Volevo pubblicare una bellissima poesia di Neruda ma non credo lo farò, forse in futuro ci sarà un momento più appropriato di questo. Quindi vi lascio così, sempre guardando fuori dalla mia finestra.

sabato 12 marzo 2011

Il profumo del burro e del mare d'inverno

Anche oggi una foto della Francia, Antibes se vogliamo fare i precisi. Questo più che altro perchè ho dimenticato a Torino la macchina fotografica. Ma anche perchè amo questa immagine, scattata quasi per caso mentre ero letteralmente immersa in quella grande statua.

Oggi è uno di quei giorni nei quali mi prendo una pausa da me stessa, esco a comprare il burro (che a casa mia non c'è mai) e sforno teglie su teglie di biscotti dalle forme carine che generalmente mangio per due giorni e poi dimentico. Uno di quei giorni che, come mi ha insegnato la mia biondissima prima insegnante di cucina, diventano migliori grazie al profumo che si spigiona aprendo il forno, a quello del the nella tazza gialla, a quello del fumo della stufa a legna.

Ero triste fino ad un minuto fa, triste senza motivo. E' curioso come i messaggi ti cambino il verso della faccia in meno di un secondo.

Domani ci sarà la fiera, incontrerò delle amiche che non vedo da tempo, alcune che non ho nemmeno mai visto di persona. Domani farò le foto ai biscotti.

Questo blog non ha preso nessuna piega alla fin fine, è un semplice blog, come tutti gli altri. Ma nonostante tutto mi piace, mi piace scrivere ascoltando la musica per isolarmi dal mondo, come facevo anni fa. Certo è che, crescendo, ci ho guadagnato in classe.

Forse mi illudo, ma oggi ho fiducia nei sorrisi, di quelli che portano la luce tiepida sulle fossette.

martedì 8 marzo 2011

"Tempi duri per i sognatori"


Un'altra settimana è passata e ho sempre la stessa musica nelle orecchie. Non posso farci nulla, nient'altro potrebbe esprimere così bene quel turbinio nella mia testa.

Non faccio fotografie da un sacco di tempo ormai, quindi mi ritrovo anche questa volta a pescare dal mio sconfinato hard-disk. Oggi vi regalo, sporadici lettori di questo blog, una foto scattata in Francia a capodanno.

Perchè la Francia? Perchè sì, perchè ieri sera per la prima volta ho visto Il favoloso mondo di Amelie in lingua originale e non riesco a togliermi dalle orecchie il suono dolcissimo di quelle voci. E, influenzabile come sono, mi è tornata la voglia di rispolverare il mio arrugginito francese.

E allora ecco a voi la summa di tutto quello che mi circonda: la musica delle giostre, il suono di una lingua armoniosa, le immagini di una vacanza che, pur potendo andare assai meglio, mi ha lasciato tante bellissime foto e la voglia di tornare, magari con un velo di ottimismo che in quel periodo mi mancava.

E il cielo grigio, come oggi, un cielo che non promette pioggia ma che ti fa desiderare il sole, magari in riva al mare, magari al tramonto, magari a dicembre. E magari con qualcuno accanto.

Oggi è la festa della donna, quindi ne approfitto per fare gli auguri a tutte quelle che leggeranno questo post, soprattutto a quelle bionde che lavorano troppo!