mercoledì 27 aprile 2011

Pubblicità non troppo occulta

Sogni stupidi e strane ambizioni (un'altra lista, tanto per fare):

  • Andare a Disneyland Paris. In realtà il mio sogno da piccola era di lavorarci come figurante e ammetto che anche ora non mi dispiacerebbe.

  • Avere un bulldog francese, quegli amorevoli cani con le orecchie giganti.

  • Finire di scrivere un libro. Non parliamo di vederlo pubblicato, già solo finire di scriverlo sarebbe un passo avanti.

Domani si torna a Torino. Fa così freddo che se fosse per me starei a letto un altro paio di giorni, ma purtroppo gli esami si avvicinano e non posso permettermi di perdere troppe lezioni...

Il post di oggi non è solo per dire che sto cercando in tutti i modi di farmi spedire in Francia da qualche parente nel mese di agosto, ma anche e soprattutto per farmi un pochino di pubblicità: quella che vedete nella foto di oggi è una delle mie creazioni e potete trovarne altre sul mio profilo facebook, cercando Irene Bon-bon. Se vi va passate a dare un'occhiata e se vi piace qualcosa scrivetemi!

domenica 24 aprile 2011

Wake up and smell the bread

Ciò che mi piace della mattina di Pasqua:

  • Svegliarmi accolta dal profumo del pane nel forno

  • La dolcezza delle decorazioni di zucchero sull'uovo di cioccolato fondente

  • I fiori delle robinie fuori dalla finestra

  • Il colore dei miei capelli freschi di parrucchiera

  • Non ricevere messaggi d'auguri da persone ipocrite, finalmente

Tutto il resto lo lasciamo non detto, almeno per ora. Parlerò un altro giorno dell'amarezza: oggi che ho il sapore del cioccolato in bocca non voglio perdermi in tristi elucubrazioni.

Vorrei solo, da ultimo vantarmi un po': Eva, il mio racconto, è finito terzo nella classifica dei più scaricati dal podcast di Siamo in Onda. Questo mi riempie di gioia (oltre a far lievitare la mia autostima molto, molto più che la pasta del pane), soprattutto perchè tengo molto al personaggio di Eva.

Quindi ora, incapacità tecnologiche permettendo, vi lascio il link per scaricarel il file audio, se vi va: Le storie di Siamo in Onda

Ah! Dieci punti al primo che indovina la citazione del titolo del post!

martedì 19 aprile 2011

The profumato alla ciliegia vs lettura settimanale dei quotidiani

Leggo i giornali e mi sembra che vada sempre peggio, sempre più giù senza vergogna.
Anche se scrivo solo di cose belle non vuol dire che vada tutto bene. Nella mia testa va tutto bene, al di là del mio naso crollano una dopo l'altra le cose importanti. Come la dignità del mio paese, tanto per fare un esempio.

Ma non parliamo di questo. Non parliamo di andare via, perchè si rischia di sentirsi in gabbia.

Parliamo dei glicini sul lago domenica pomeriggio, parliamo dei biscotti più buoni di sempre, un regalo più che gradito di una certa bionda troppo brava con i dolci. Parliamo del the profumato che mi sono portata qui a Torino per questi momenti strani, quando fuori c'è il sole ma dentro fa freddo, quando in casa non c'è nessuno e io penso a cosa dire senza troppo successo.

Se mi sforzo di pensare a come sta la mia vita, ignorando l'effetto che mi fa la mia settimanale lettura dei quotidiani, direi che va tutto bene, davvero bene. Potrei quasi dire che sono felice.

Dopodomani inizieranno le brevissime vacanze di Pasqua, durante le quali spero di fare un po'di foto nuove. Per oggi vi lascio un'altra immagine del mio giardino fiorito.

Lo so, sarebbe stato tanto bello mettere una foto dei biscotti, ma ieri sera non c'era la luce adatta e questa mattina la golosità ha vinto sulla macchina fotografica.

venerdì 15 aprile 2011

Canzoni tristi quando la primavera ti volta le spalle

Oggi ascolto a ripetizione canzoni tristi. Sarà che non c'è il sole...

Dopo la lezione delle 13 me ne torno a casa, prendo il treno e torno a casa. Un po'mi manca vedere la mia famiglia tutti i giorni, anche se con loro non lo ammetterò mai. Un'amica mi ha detto che dovrei portarmi a casa un po'della positività che ho qui in settimana, immagino ci abbia preso in pieno.

Ad ogni modo oggi di positività è meglio non parlare, con queste canzoni tristi e la sottilissima paura che le cose rotolino via, come sempre nella direzione opposta a quella che avrei in mente.

Parlavo di boccioli la volta scorsa, di rampicanti che sbriciolano il cemento.

In questi giorni dovrebbe essere fiorito il glicine sul lago, durante la misera settimana di vacanza per Pasqua credo andrò a farmi un giro da quelle parti, magari per un gelato della primavera. Il profumo del glicine che ti fa girare la testa è il secondo passo all'interno della primavera, dopo i ciliegi e prima dei gelsomini e dei caprifogli.

Il profumo dei fiori guarisce tutte le ferite che non si possono vedere. Il problema sta nell'avere il coraggio di procurarsene di nuove.

domenica 3 aprile 2011

Cosa diceva Neruda della primavera coi ciliegi?

Questa volta lo posso proprio dire: è iniziata la primavera. Si comincia ad uscire senza giacca, si mostrano le braccia, si comincia a sentire il bisogno degli occhiali da sole e si mangiano i primi gelati.

Che posso dire? Sto bene. Sto bene con la valigia ai piedi del letto e il treno che nel finesettimana mi riporta qui. Forse sarà da vigliacchi, dimenticarsi di quello che qui non va bene per cinque giorni la settimana. Sarà anche che non ho ancora preso il ritmo e cerco di non vedere gli eventuali problemi di quei cinque giorni. Come diceva la canzone, sarà quel che sarà. Ciò che importa è che io sto bene.

Sto cercando di assorbire tutto il sole possibile dimenticandomi di tutto il resto, delle fossette e dei fiori rossi, di tutto ciò che scalda il cuore che non sia il profumo delle gemme sui rami. E, anche se sono consapevole che non potrò rimanere così isolata ancora a lungo, voglio almeno provare ad essere felice solo perchè è primavera e io sto rinascendo in un'altra città per la prima volta in vent'anni.

Poche settimane fa è nato dalla mia testa un nuovo personaggio, un altro di quelli che mi perseguiteranno finchè non avrò una storia da regalare loro, un po'come ha fatto Eva lo scorso inverno. È una ragazza con il cappello di paglia che cammina in riva al fiume con le braccia spalancate e gli occhi di chi racconta le fiabe. Danza pericolosamente vicina all'acqua sul suono lieve di un pianoforte suonato dietro le tende bianche di una finestra aperta.

Questo per spiegare la foto, scattata ieri al cappello di mia zia e al narciso che ora sta sul mio comodino in una bottiglietta di vetro.

Sono romantica in questi giorni. La mia parte eremita trema per il terrore di essere inglobata dai boccioli.