mercoledì 18 maggio 2011

Bicicletta e rose

Due notti fa non riuscivo a dormire, me ne stavo a letto con la solita musica nelle orecchie aspettando che il sonno arrivasse a mangiarsi l'ansia per l'esame del giorno dopo (sul quale manterrò un dignitoso silenzio stampa fino a quando non usciranno i risultati, a fine settimana). Me ne stavo nel letto con la solita musica e pensavo, principalmente alla musica. Pensavo a come sarebbe felice una storia con una colonna sonora del genere. Sarebbe una storia d'amore con quei colori luminosi che forse ho sciupato nello scrivere della ragazza con il cappello di paglia.

Sarebbe una storia che, pensavo, mi piacerebbe vivere, invece di scriverla.

In una storia dalla colonna sonora così bella ci sarebbero due biciclette e la luce del sole che si riflette sul fiume, ci sarebbero gambe gemelle che si sfiorano, sorrisi sotto gli occhiali da sole e quel senso di immobilità dentro al petto, quasi avessi sotto le costole un palloncino e rischiassi di scoppiarlo ad ogni respiro.

Mia nonna mi ha regalato la sua bicicletta, appena possibile me la porterò qui a Torino e inizierò ad esplorare un po'. Per essere una che non sale su una bici da anni sono sorprendentemente felice.

Fa sorridere quello che scrivo, non è vero? Sembra quasi che io abbia perso la mia vocazione all'eremitismo.

Diciamo che no, sono ancora io, solo io. Ma come si fa a non voler cambiare alla prima primavera dopo aver ricominciato tutto da capo?

La foto di oggi è una delle rose di mia zia, che sabato ho raccolto e sistemato sul mio comodino giù a casa. Aveva un profumo splendido.

1 commento:

Perchè non mi lasci un saluto?