giovedì 16 giugno 2011

Respira. Senti la pioggia e la pelle

Mi piacciono i temporali estivi, quei temporali che non ti danno nemmeno il tempo di ripararti sotto lo spiovente di qualche tetto e già i tuoi capelli ti gocciolano appiccicaticci sulla fronte. Quei temporali che, quando sei a casa, ti colgono talmente alla sprovvista che, quando ti accorgi che hai i panni stesi fuori, stanno già per finire.

Hanno un che di romantico. La pioggia tiepida ha il profumo di corse sull'asfalto fumante, i tuoni rimbombano nella nuca, i lampi illuminano il cielo mettendoti in fondo al cuore la sottile e insensata paura che le nuvole così cariche e plumbee ti cadranno addosso.

Da che ne ho memoria la mia camera è sempre stata nel sottotetto e ho sempre amato il rumore della pioggia la notte, anche quando più che un temporale sembra di avere un treno che corre sul tetto.

Ma i ricordi più belli dei temporali sono legati soprattutto alla montagna, alle vacanze estive a casa della nonna quando ero piccola. Ricordo un'amica che veniva a trovarmi appena iniziava a piovere perché le piaceva uscire con l'impermeabile. Ricordo quando cercavo riparo sotto il portico della chiesa con le mie cugine, di ritorno dal parchetto. Soprattutto ricordo l'estate scorsa quando ero costretta a smettere di scrivere per correre al piano di sopra e chiudere tutte le persiane delle camere da letto.

In momenti come questi, quando guardando fuori dalla finestra sembra si stia scatenando il diluvio, mi chiedo quanto manchi ancora all'inizio di quest'estate per me, se mai inizierà veramente. E mi chiedo come sarà. Quando penso all'estate non mi azzardo mai ad essere troppo fiduciosa.

E voi? Quanto manca alla vostra estate? Come sarà? Ma soprattutto: non è magnifica l'aria fresca che entra dalle finestre quando ancora stanno cadendo le ultime gocce di pioggia?

domenica 12 giugno 2011

Emozione da numeri vertiginosi e profumi delicati

Svegliarsi col profumo del pane è qualcosa di magico. Andare a dormire sapendo che il mattino dopo ti sveglierà il profumo del pane forse lo è ancora di più.

E poco importa se sono bloccata qui davanti ad un saggio troppo difficile al quale mancano anche delle pagine e non sono altrove, e non sono a Roma. Ci sono i numeri che corrono tra i tg e i giornali on-line, la telefonate di un'amica. E c'è qualcosa di simile ad una promessa. E allora sono felice.

La pressione per gli esami aumenta con le ore di studio e l'estate, per quanto si stia avvicinando, non sembra ancora a portata di mano.

Oggi non riesco a scrivere un granché, la concentrazione più che essere altrove non c'è proprio, portata via dal pane e dalle promesse.

Volevo ringraziare tutti coloro che passano dal mio blog. In questi giorni ho avuto tantissime visite e non avete idea di quanto questo mi renda felice. Prometto che, quando avrò un po' di tregua dagli esami scriverò un post degno di questo nome, davvero.

lunedì 6 giugno 2011

Di terapie alternative e giornate uggiose prima dell'estate

Non scrivo da un po'. Diciamo che dopo l'ultimo post mi sembrerebbe di fare un passo indietro ritornando ai fiori. Ma ci posso fare poco: la macchina fotografica è rimasta a casa e poi le grandi cose succedono una volta ogni tanto.

Quindi torniamo alle piccole cose.

Questi giorni sono un po' così, diciamo relativamente vissuti, tra il diluvio fuori e gli esami tutti attaccati. Non ho nemmeno questa gran voglia di scriverne, perché di fatto non succede nulla.

Nella testa ronzano i soliti pensieri, e se non sono proprio i soliti ma un po' peggio biasimeremo la pioggia, nelle dita le solite storie che non escono e quando escono non finiscono.

Come si fa a finire una storia quando la propria è in stand by?

E intanto arriva l'estate. E dopo l'estate settembre. E a settembre due amiche che partono.

Ero così piena di aspettative per questa nuova vita a Torino che quasi vorrei non arrivasse l'estate a fermare tutto.

Dopo gli esami sarà il momento di fare un bilancio di quanto è cambiato e di quanto è rimasto. Soprattutto di chi è rimasto.

Per oggi non torniamo ai fiori, non ancora. Vi lascio la torta che ho preparato la settimana scorsa su invito della mia adorabile Food Therapist: quanto orgoglio! E quante calorie!