martedì 26 luglio 2011

Morbida estate

Oggi proviamo qualcosa di nuovo.


Non so se vi ho mai parlato della mia passione per la cucina. Non sono propriamente una grande cuoca, non come alcune amiche, né di certo sono abbastanza brava o costante da tenere un blog culinario, ma ogni tanto mi diletto anch'io con qualche ricettina sfiziosa.

Così oggi, avendo a disposizione dei bei mirtilli raccolti direttamente dalla pianta e delle pesche del nostro giardino, ho fatto un esperimento direi ben riuscito: dei blueberry cupcakes con crema di burro alla pesca.

Non sto a trascrivere la ricetta dei cupcakes, che potete trovare qui (mentre quella della crema di burro è stata un po' improvvisata). Vi dico solo che, dopo rischi indicibili (due belle scottature da forno sulla mano) e traversie innumerevoli (non credevo che le unità di misura potessero rompere così tanto le scatole), eccoli qui, belli morbidosi e colorati (anche se non proprio belli belli)!

E con questa vi saluto per un po', perché da venerdì per una settimana sarò in montagna con mia nonna, sperando che il fresco concili la scrittura e la voglia di studiare. Buone vacanze a tutti!

giovedì 21 luglio 2011

E chi se ne frega della musica?

Non mi sono dimenticata di avere un blog, no davvero. Lo so, non scrivo da tantissimo. A mia discolpa posso solo dire che è successo quello di cui vi ho parlato nel post precedente (ossia quello che mi succede ogni estate): mi sembra di non avere più la forza di fare nulla. I buoni propositi di studio e scrittura scoloriscono piano piano, le dieci pagine al giorno diventano due ogni quando capita, le due ore di arabo diventano un'unità quando ho voglia e il giapponese? Eh... Devo proprio rimettermi in quadro.

In questi giorni, mentre pensavo all'argomento del post, mi sono venute in mente troppe cose. Mi sarebbe piaciuto parlare della fine del mio primo anno di università, di come sia cambiata la mia vita a Torino. Poi mi sono resa conto che lo faccio sempre e sarebbe stato noioso. Oppure avrei voluto parlare di politica e di come non riesco più a guardare un telegiornale senza farmi venire il mal di stomaco.

E invece, come avrete inteso dal titolo, oggi parlo di musica. O meglio, di quello che è la musica per me.

Iniziamo dicendo che non sono un'intenditrice. Non ho la preparazione necessaria per giudicare se una canzone sia bella, brutta, ben suonata e, per quanto abbia studiato un pochino, ben cantata. Negli anni schiere di amici sono stati vittime delle mie fisse passeggere per il peggio del peggio del genere musicale, iniziando dal metal sinfonico per finire con gli Abba e il trash italiano. Non credo di aver mai e dico mai riscontrato approvazione su ciò che ascoltavo da mia madre che, passando davanti alla mia camera, aveva sempre qualcosa da dire sul disco che stava suonando, a prescindere.

Unitamente all'idea di qualità, sono completamente sprovvista anche dell'idea di notorietà. Non conosco un gruppo o una canzone famosa né distinguo le più famose band dall'artista sconosciuta della Francia del sud.

E poi vado in fissa. Ma in fissa seriamente, quando mi prende. E ascolto e riascolto lo stesso cd per giorni e giorni finché non mi dà nausea.

Quali sono le mie ossessioni del momento? Poche settimane fa ho letto su una rivista un articolo riguardo una cantante jazz franco-americana, Madeleine Peiroux, ed è stato amore al primo ascolto.

E, come i più informati (o le mie povere vittime) avranno capito dal titolo, Caparezza. Che mercoledì andrò a vedere in concerto non ho ancora capito dove. E ne sono davvero davvero felice!

Ok, dopo questo flusso di parole logorroico e di dubbio interesse vi lascio con una domanda: qual è la vostra fissa del momento? Cosa ascoltereste fino allo sfinimento?

P.S. La foto di oggi risale ad uno dei Gods of Metal, ai quali fino a poco tempo fa ero abbonata. Non avete idea di come sia difficile trovare una foto adatta a questo post!

lunedì 4 luglio 2011

Accidia vacanziera

Dovrei scrivere. Me ne rendo conto.

Mi ero detta che, dopo aver finito con gli esami, mi sarei messa a scrivere sul serio. Ma per qualche strano motivo non riesco a concentrarmi come si deve quando sono qui a casa.

Sono tornata sabato da Torino e un po' mi mancano già quei ritmi tra il frenetico e il rilassato, rimanere fino a tardi seduta al tavolino sul balcone, svegliarmi troppo presto perché la luce cade proprio sul mio cuscino.

Ci sono troppe cose che mi ero detta avrei fatto a partire da oggi. E invece che ho fatto? Ho dormito fino a tardi, ho guardato un film, ho lavato i piatti. Forse il sapore delle mie estati non cambierà mai.

Oggi indosso una maglietta troppo grande di un colore che fa a pugni con tutto ciò che sono io e mi sembra che davvero non sia cambiato nulla negli ultimi anni.

Ma non è affatto così. E in fondo, anche se non sembra, sono felice.

Vorrei solo un po' di poesia.

Nello scorso post avevo parlato della pioggia. Subito dopo averlo pubblicato è scoppiato un temporale tale che non sono riuscita a trattenermi dal provare a fotografarlo. Purtroppo i risultati non sono stati dei migliori, ma quantomeno ho delle foto nuove da pubblicare qui.