venerdì 30 settembre 2011

Tic tac

Con l'arrivo dell'autunno le mie giornate iniziano con il fischio del bollitore. Mi piacerebbe invitare qualcuno a prendere un tè, ma le mie lancette corrono veloce, l'estate si sta piano piano esaurendo e da lunedì le mattinate pigre da due tazze di tè al sambuco una dopo l'altra saranno un piccolo tesoro da gustare solo nei week-end.

Si torna a Torino.

Sono pronta? Non lo so. Mi mancherà l'estate? Assolutamente no. Mi mancherà questa mezza settimana di settembre, con gli esami lasciati alle spalle, un'importante decisione presa e una leggerezza nel cuore che mi fa quasi sentire in colpa con me stessa, per non averla presa prima. A volte le maschere di perfezione pesano tonnellate.

Quindi ciao Arabo. Ecco, l'ho detto. Forse è arrendersi, forse è ammettere di non essere quello che vorrei. Forse è seguire una passione che avevo lasciato un po' da parte per la mia malsana paura del futuro. Quindi sorridi Irene, sorridi. Da oggi in poi sarai circondata da tazze di tè e cortesia! Non è ciò che hai sempre voluto? A volte la via più semplice è quella più profumata.

La foto di oggi quindi non può che essere dell'Inghilterra, uno scatto rubato attraverso il cancello di uno dei giardini privati di qualche college. Spero che l'autunno, Torino e la bicicletta mi diano la possibilità di fare qualche nuova foto.

lunedì 19 settembre 2011

Il profumo dei fiori di sambuco

È iniziata la stagione del tè fumante. Credo che vedendomi ora la mia amica inglese sarebbe fiera di me: la seconda tazza di tè della mattinata, Women Blues Anthology e il libro di linguistica (non so in effetti quanto potrebbe importarle della linguistica, ma tant'è, anch'io preferirei finire di leggere il libro che mi aspetta sul comodino...). Tutto questo per dire che oggi fa freddo come faceva freddo in Inghilterra un mese fa e sono un po' nostalgica dei bei colori e dei cieli da togliere il fiato del mio viaggio improvvisato.

Mi dicono che aggiorno poco. È vero, sono pigra. E poi non ho molto chiaro quello di cui vorrei scrivere qui, perché non è che sia successo poi molto dall'ultimo post, a parte che chiaramente l'estate è finita e io non potrei sentirmi più sollevata. Lasciamoci alle spalle quel senso di aspettativa che da giugno mi pesava sulle spalle e andiamo avanti verso l'autunno che, si sa, essendo stagione più malinconica dell'estate, non necessita di entusiasmo.

Novità? Una, sì: abbiamo trovato la nuova coinquilina, il che mi solleva molto e si ricollega a quello che scrissi sugli arrivi. Un nuovo arrivo, che per una volta mi tranquillizza. E che implica il rendere umana la camera, che fino ad ora è stata spoglia e triste.

Per il resto nulla da segnalare, solo studio stanco e lentissimo, qualche pagina che pigramente si mostra solo per essere cestinata, una nuova folle idea che aspetterà secoli prima di essere scritta, qualche gradita consegna che si avvicina come sempre alla velocità della luce e un nuovo numero di Arabica, della quale ancora non vi ho parlato ma che giuro non tarderà a presentarsi su questo blog, non appena il tanto sospirato 8 andrà in stampa.

Ma ora devo scappare, il fondo della tazza di tè si è raffreddato e piange perché io rimetta sul fuoco il bollitore, mentre il manuale di linguistica mi guarda malissimo da sotto l'evidenziatore, ricordandomi che ho solo una settimana e sono ancora a metà strada.