domenica 26 febbraio 2012

To being an "us" for once, instead of a "them"

Ieri, tra una sessione intensiva di studio, una chiacchierata in chat con un'amica malaticcia e un film discutibile, non sono riuscita a scrivere nulla. Forse perché lo studio ispira ben poco, o forse perché inizio a mostrare la mia pigrizia.
Oggi sono stata ispirata, un'idea pesante di quelle che ti si bloccano all'altezza dello sterno e che non ti permettono di deglutire. Ma credo di non essere ancora in grado di tramutare tale idea in parole e forse non è nemmeno il caso, quindi per l'ispirazione di oggi mi gioco una carta che conservo da qualche tempo.

Ora, soprassediamo sulla qualità del video in sè e passiamo al concetto. La vie boheme.
Chi di noi wannabe-artisti non l'ha mai sognata? Una vita fatta di ispirazione, di comunicazione, di trasgressione. Una vita vissuta assieme a persone simili, senza la paura del giudizio altrui.
A volte penso ai miei diciassette anni e mi chiedo se quell'estate non sia stata la mia vie boheme. Penso a quanto ho pianto, scritto, ballato, a quanto ho bevuto quell'estate, a come stavo bene crogiolandomi nell'idea che i miei amici fossero la mia unica famiglia, gli unici in grado di accettarmi e di volermi bene. Poi ne riparlo con loro e mi ritrovo ad ammettere che no, non tornerei indietro per nulla al mondo.
Ma mi manca, certo. Ed è in qualche modo ironico che, ora che ho tutto quello che desideravo a diciassette anni, io senta la mancanza dei miei diciassette anni. Qualcuno potrebbe pensare che ho paura di crescere, ma non è così.
Ho paura di diventare normale. E di non sentire più niente.

La canzone del video si intitola (ovviamente) La vie boheme ed è tratta dal bellissimo musical RENT. Se avete un paio d'ore e una buona scorta di fazzoletti ve lo consiglio, mi ha incantata e fatta cantare.

2 commenti:

Perchè non mi lasci un saluto?